Pagina 48 - Inserto Estate
Vince Silvano Agosti con «Il ballo degli invisibili»
Ieri a Nuoro la serata conclusiva del concorso in ricordo del Nobel
Ha presentato Catherine Spaak
NUORO. È il bresciano Silvano Agosti, scrittore, sceneggiatore e cineasta, con il volume “Il ballo degli invisibili”, il vincitore dell’edizione 2006-2007 del “Premio letterario nazionale Grazia Deledda”. La proclamazione è avvenuta ieri nel corso di una sobria cerimonia tenutasi nella Casa-Museo della scrittrice, quasi a rivivere le atmosfere dei romanzi del Nobel. «Nella creatività di Agosti c’è, in più - secondo i giurati della commissione presieduta da Carlo Caracciolo - una vena tra utopica e profetica che vede nella bellezza della semplicità, nella grazia dell’armonia e nella ricchezza del poco, quella creaturale riserva di valori che Louis Aragon riassume nelle parole: solo il normale è poetico». Tra i segnalati Helene Paraskeva, per l’opera “Nell’uovo cosmico”; Ignazio Lecca per il “Quirino Irde stratega”; e menzione speciale per Giuseppe Tirotto per “Agra terra”.
Per la saggistica, la cui commissione era presieduta da Sergio Zavoli, la palma del vincitore è andata a Silvana Bartoli, di Roma, già vincitrice del Premio scrittura femminile “Il paese delle donne”, per “Angelique Arnauld-Relazione su Port-Royal”.
Vince lo scrittore e regista Silvano Agosti
Gli altri riconoscimenti sono andati a Bartoli, Gagliardi, Cioglia, Alcioni e Pala
Per la sezione Studi deleddiani, presieduta da Alessando Madesani, il vincitore è Elena Gagliardi, di Cervia, per il volume “Guardare dentro l’anima: il linguaggio figurato nei romanzi cervesi di Grazia Deledda”. Due le segnalazioni: Maria Antonietta Izzinosa per “Grazia Deledda e il Fanfulla della domenica”; Genny Ticca per la tesi di laurea “Paesaggio, la famiglia e il ruolo della donna: uno studio in riferimento alla società sarda e alla narrativa di Grazia Deledda”.
Per la narrativa giovani, presidente della commissione il prorettore dell’Università di Sassari Attilio Mastino, il vincitore è il cagliaritano Emanuele Cioglia, per l’opera “Il mozzateste”. Due i segnalati: Antonio Guerrieri per “L’autunno di ogni cosa” e Pietro Grossi per “Pugni”.
Nella sezione narrativa sarda, presidente delle commissione Giulio Paulis, i primi classificati sono Paola Alcioni, di Cagliari, e Antonimaria Pala, di Torpè, per il libro “Addia”. I segnalati, invece, sono Martino Delogu per “Sos contos de ribu” e Peppino Fogarizzu per “S’Arrempellu”.
«Questa edizione del Premio Grazia Deledda - ha detto il presidente della Fondazione, Peppino Paffi - assume una valenza particolare per le celebrazioni del 70 anniversario della morte della scrittrice e dell’80 del conferimento del Premio Nobel. Debbo anche comunicare che è stata costituita la Fondazione dedicata al Premio, poichè garantisce la stabilità per l’organizzazione del Premio e per evitare che il concorso, come è accaduto in passato, possa subire una battuta d’arresto. L’altra novità è costituita dall’autonomia attribuita agli “Studi deleddiani”, che può contare su una sezione propria, assumendo pari dignità con le altre. Così come abbiamo voluto aprire la sezione “Narrativa giovani” a livello nazionale, per un confronto tra i giovani sardi e quelli della penisola».
Il presidente della Fondazione ha anche istituito e assegnato il premio alla carriera a Peppino Fiori, giornalista e scrittore, morto a Roma nel 2003. Soprattutto per la sua feconda produzione giornalistico-letteraria e i saggi sulla “Vita di Gramsci”, il “Cavaliere dei rossomori” sulla vita di Emilio Lussu, la vita di Enrico Berlingur e di Michele Schirru.
L’attrice Catherine Spaak, sempre affascinante, graditissima dal pubblico, ha condotto e presentato con discrezione e garbo l’importante evento, durante il quale gli attori Giovanni Carroni e Laura Marinoni hanno letto alcuni brani, mentre nell’aria si spandevano le musiche di Gavino Murgia, Stefano Ferri e Luciano Biondini.
Sergio Zavoli e Carlo Caracciolo non hanno presenziato alla cerimonia perchè impediti. L’editore del gruppo Espresso ha però inviato un messagio per dirsi onorato di aver presieduto la giuria del Premio. «Ho personalmente provato - si legge nella lettera - quanto intenso può essere il rapporto con la Sardegna per chi ci viene a vivere e a lavorare. E se questa sera, purtroppo, per ragioni di salute, non posso essere con voi, resta con me la soddisfazione do di aver goduto, attraverso la lettura dei testi proposti, di una più accresciuta conoscenza dell’isola, delle sue poesie, delle sue storie e dei suoi cittadini».
Antonio Bassu